«Sono stato molto fortunato, e forse questo può diventare il mio soprannome, lucky man».
Monteaperti, decimo settore di sterrato. Tadej Pogacar, a meno di 50 km dall’arrivo delle Strade Bianche vola fuori strada. Il campione del mondo, nell’affrontare una curva in discesa sbaglia traiettoria. La corsa dello sloveno termina con un salto mortale sull’erba. Tadej si salva per miracolo dall’impatto contro un paletto.

«Dopo la caduta c’è stato un momento di panico, soprattutto mentale – dichiara Pogacar -. In quel momento ho pensato a troppe cose insieme. Dalla bici al computer. Se l’orologio era ancora ok. Infine sono ripartito».
Il colpo di scena è stato imprevedibile. Tadej è al comando con i britannici Pidcock e Swift. Durante la curva era a centro strada, forse non concentratissimo sull’impostazione della traiettoria. Di colpo gli è partita la bici. In quel punto poteva concludersi la sua corsa.
«Con a ruota un campione del mondo di cross e olimpionico della mountain bike, volevo anch’io dimostrare qualcosa – ammette Pogacar -. E invece ho fatto un errore».
Quando si rialza, la divisa bianca da guerriero è strappata sulle spalle, sulla coscia, sui glutei. Insomma, il cavaliere in bianco sanguina. Su quella sofferenza però, Tadej trova la forza di costruire un’altra impresa. Gli sono bastati cinque chilometri per rientrare su Pidcock.
E sullo sterrato di Colle Pinzuto, lo sloveno trova pure il coraggio di staccare il britannico grazie ad un’accelerazione violentissima. «Mi era venuta un po’ di ansia, e non potevo rischiare oltre, perché sugli strappi finali e in volata Tom è molto forte».
L’azione decisiva di Pogacar è davvero impressionante. Da seduto, abbastanza agile, il campione del mondo riesce a sprigionare sui pedali un picco di potenza di 540 watt in un minuto. Il suo non è stato uno scatto vero e proprio, ma un allungo in progressione.
Gli ultimi 18 chilometri diventano per Tadej l’ennesima passerella trionfale, tra tifosi in delirio fino all’ovazione in piazza del Campo a Siena. Nonostante l’incidente, il campione del mondo termina con una media record di 40,705 km/h.
Pogacar è il primo corridore in maglia iridata a vincere le Strade Bianche. Inoltre, eguaglia il tris riuscito solo a Cancellara. Lo svizzero cui vanta un settore sterrato a lui dedicato: il Monte Sante Marie.
«Non so come classificare questa vittoria: sono solo felice, perché è una delle mie corse preferite, l’adoro, sarebbe stato un peccato non finirla».
In piazza d’onore chiude Pidcock a 1’24” davanti al belga Wellens terzo a 2’12”. Ora Tadej ha due settimane per rimettersi e pensare alla Sanremo, che finora gli è sempre sfuggita.
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