Van Der Poel mette le ali e vola sul settimo arcobaleno

«Su un percorso difficile come questo, la cosa migliore è stata aver preso subito la testa della corsa. In gara mi sembrava di avere le ali. Il mio obiettivo era di creare uno scarto per scoraggiare gli altri». Queste le parole di Van Der Poel dopo la conquista del settimo titolo mondiale nel ciclocross.

«Nonostante fossi riuscito a creare un bel distacco, temevo molto per un’eventuale foratura. E infatti è successo nel terzo giro. Ho dovuto girare con la gomma anteriore sgonfia per un po’ finendo per sprecare ulteriori energie. Nell’ultima parte della gara poi ho fatto più attenzione. Credo che per altre due o tre stagioni sarò ancora in grado di esprimere al massimo le mie potenzialità». 

A Liévin, nei pressi di una Francia per metà fiamminga, Mathieu c’è. L’olandese centra il suo appuntamento con la storia diventando il più grande ciclocrossista di sempre. 

Van Der Poel tocca quota 7 ed eguaglia il leggendario Eric De Vlaeminck, fratello infangato di Roger. E in più alle 7 maglie iridate da professionista, Mathieu ne aggiunge 2 conquistate già da junior. Ma l’olandese figlio di Adrie e nipote di Raymond Poulidor, è molto più di uno specialista del cross. 

«Eric deteneva questo record di titoli da oltre 50 anni – dichiara Mathieu -. Quando ho cominciato tra i professionisti desideravo raggiungere il livello di De Vlaeminck. E finalmente oggi ce l’ho fatta. È veramente qualcosa di grande. Se l’anno prossimo potrei andare a caccia dell’ottavo titolo mondiale? Vediamo, intanto mi godo questo». 

Come spesso era già accaduto, parecchi belgi hanno provato ad inseguire il fuoriclasse olandese. A cominciare dal rivale di sempre Wout Van Aert, partito per questioni regolamentari in quarantesima posizione. Tuttavia, il tre volte campione del mondo di ciclocross è stato in grado di risalire fino all’argento, quinto in carriera, staccato di soli 45 secondi. A chiudere il podio ci ha pensato l’altro belga e figlio d’arte Thibau Nys terzo a 1’06” dal vincitore. 

Mathieu Van der Poel è oramai un gigante del ciclismo. In carriera vanta una Sanremo, tre Fiandre e due Roubaix, riuscendo a vestire sia la maglia rosa che quella gialla. In tema di mondiale ha vinto anche il titolo assoluto di Glasgow 2023 e juniores di Firenze 2013. Lo scorso anno ne ha conquistato un altro persino con la bici gravel. Se messi tutti in fila sono 12 titoli mondiali nelle ultime 14 stagioni. Tra i frequentatori di Giro d’Italia e Tour de France nessuno è come lui. 

Per questa ragione che Mathieu ad oggi è al pari di una star internazionale. Non a caso prima del Mondiale ha siglato un’intesa con il brand di orologi Richard Mille. Proprio ieri durante la gara ne portava uno al polso da 300.000 euro.

D’altronde Van Der Poel è dotato di un talento pazzesco. L’olandese è capace di sprigionare sui pedali la potenza dei velocisti. Ma al contempo sa dare del tu anche a rapporti più agili come quelli usati dagli scalatori. Inoltre sa guidare la bici ai massimi livelli e quando corre dà l’impressione di starsi a divertire. In particolare nel ciclocross riesce a rendere semplici le sfide più difficili.  

Ed ora l’attenzione si sposta alle classiche di primavera su strada, dove è attesa la sfida contro l’altro fenomeno, Tadej Pogacar. Il 6 aprile Van Der Poel e lo sloveno torneranno a confrontarsi in un duello al Fiandre. Mathieu però ha confermato la sua presenza anche alla Milano-Sanremo del 22 marzo. Insomma, si preannuncia  un calendario di primavera ricco di emozioni. 

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