Senza ombra di dubbio, Elia Viviani, già alla prima gara del calendario World Tour in Australia, ha lasciato intendere che da quest’anno vuole arrivare molto in alto. Il veronese dopo aver conquistato la prima tappa al Tour Down Under pare essere diventato davvero insuperabile.
Determinazione e forza di volontà sono le basi su cui un velocista può continuare a costruirsi una carriera ricca di trionfi. Inoltre Elia, con l’attuale condizione fisica, ha la possibilità di centrare una tra le Classiche di Primavera. Qualora ciò dovesse succedere persino in maglia tricolore, di sicuro la vittoria avrebbe un sapore ancora più dolce.
Campione olimpionico su pista e italiano su strada, cinque tappe al Giro, tre alla Vuelta, due Classiche di Amburgo, Gp Plouay. Cos’altro aggiungere? Fino a qui niente, tranne il desiderio di vederlo passare da ottimo velocista a fuoriclasse. Un salto di qualità che può consacrarlo a Re delle volate. Dipende solo da Elia.
Il 7 febbraio, l’atleta di Isola della Scala, spegnerà 30 candeline. L’età giusta per cercare di mettere nel sacco la Milano – Sanremo, 23 marzo; Gand – Wevelgem, 31 marzo; Mondiale in UK nello Yorkshire, il 29 settembre. Il momento di grazia il veronese lo sta dunque vivendo. Ma bisogna menare sui pedali. Cercando di tirare fuori dalle proprie gambe, tutti i watt a disposizione. Sfruttando gli spazi e le scie dell’ultimo km, con l’obiettivo di superare a braccia al cielo quel confine tra vittoria e sconfitta, conosciuta come linea bianca.
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